Perché non sogno mai mia madre morta? Cosa dice la ricerca

, fondatore di Dreamly ·

Se non sogni mai tua madre morta, o un’altra persona cara che hai perso, il motivo più probabile è la memoria, non la distanza. Le ricerche sulle persone in lutto dicono che ricordare un sogno del defunto dipende soprattutto da quanto ricordi i sogni in generale. Il lutto rovina il sonno e alcuni farmaci spengono il ricordo dei sogni. Sul tuo affetto, invece, non dice nulla.

Nello studio Dreamly su 189.480 racconti di sogni, la morte o il lutto compare nel 5,0% dei sogni di un diario medio, e la famiglia nel 21,2%.

Quasi tutti sognano i propri morti, ma non tutti e non subito

Sognare i defunti è comunissimo, ed è proprio per questo che quando il sogno non arriva fa male. In uno studio del 2019 pubblicato sulla rivista Dreaming, Joshua Black, Kathryn Belicki e Jessica Emberley-Ralph hanno interpellato 268 adulti americani che avevano perso il coniuge o il compagno negli ultimi due anni. L’86,2% ricordava almeno un sogno della persona scomparsa.

Ma guarda il numero dall’altra parte. Più o meno un vedovo su sette, in quel campione, non riusciva a ricordare neanche un sogno del proprio partner, anche a due anni dalla perdita. In un’indagine del 2014 su 278 familiari che avevano assistito un malato in hospice, la quota di chi aveva sognato la persona accudita era più bassa: circa il 58%.

Quindi, se stai ancora aspettando, non sei un caso strano. Fai parte di un gruppo numeroso e silenzioso, che ne parla poco perché non ha nessun sogno da raccontare.

Il motivo principale: la maggior parte dei sogni non la ricordi

Gli stessi ricercatori lo dicono senza giri di parole: ricordare un sogno del defunto dipende prima di tutto da quanto bene ricordi i sogni in generale. Nella tesi di dottorato di Black alla Brock University questo valeva sia per chi aveva perso il partner sia per chi aveva perso un cane o un gatto.

E da una persona all’altra la differenza è enorme. Uno studio del 2014 dell’Inserm, l’istituto francese di ricerca medica, ha messo a confronto 21 «grandi sognatori», che si svegliavano con un sogno in testa circa 5,2 mattine a settimana, e 20 «piccoli sognatori», che ne ricordavano più o meno due al mese. I primi passavano il doppio del tempo svegli durante la notte. La ricercatrice Perrine Ruby ha spiegato perché conta: il cervello addormentato non è in grado di memorizzare informazioni nuove, quindi un sogno resta solo se ti svegli un attimo mentre lo fai o subito dopo.

Se già prima del lutto ricordavi pochissimi sogni, con ogni probabilità è tutto qui. Il sogno magari è arrivato. Solo che al mattino non c’era più.

Se invece ti sembra di sognare moltissimo e ti chiedi da dove venga questa differenza, trovi la spiegazione nella pagina su perché si sogna tanto.

Anche il lutto ci mette del suo

Il dolore della perdita disturba il sonno, e un sonno spezzato cambia quello che ti porti dietro dalla notte. Secondo la scheda della Sleep Foundation su lutto e sonno, una ricerca sugli studenti universitari ha trovato insonnia in più di uno su cinque tra quelli in lutto, contro uno su sei tra i coetanei.

Più risvegli possono voler dire più sogni ricordati. Le prime settimane però vanno spesso in un altro modo: resti sveglio per ore, poi verso l’alba crolli e la sveglia ti tira fuori dal nulla. La stanchezza, il bicchiere in più per riuscire a dormire, la testa piena di pratiche, telefonate e documenti: tutto spinge via quello che è successo durante la notte.

Poi ci sono i farmaci, e pesano parecchio. Una revisione sistematica del 2013 su Sleep Medicine Reviews, firmata da Tribl, Wetter e Schredl, ha concluso che l’effetto più costante degli antidepressivi sui sogni è proprio farne ricordare di meno. L’effetto era più netto con i vecchi triciclici e meno regolare con gli SSRI, che possono anche rendere i sogni più intensi quando si inizia o si sospende la cura. Se dopo la morte ti hanno prescritto qualcosa, già questo potrebbe spiegare notti così silenziose. Non toccare il dosaggio per questo motivo: parlane con il medico che te l’ha prescritto.

Le ricerche di Black hanno trovato anche un ruolo indiretto dell’intensità del lutto, del tipo di attaccamento e dell’apertura all’esperienza.

Cosa non significa non sognarli

Nei forum sul lutto le paure si somigliano tutte. Ecco quelle che la ricerca non conferma.

  • Non vuol dire che gli volevi meno bene. Nessuno studio collega la frequenza dei sogni alla vicinanza del legame. Il fattore che pesa di più è la normale memoria dei sogni.
  • Non vuol dire che è arrabbiato o che non vuole venire. È una storia che il dolore si racconta, spesso alimentata dai sensi di colpa per le ultime settimane o per l’ultima conversazione.
  • Non vuol dire che lo stai dimenticando. Il ricordo di una persona vive di giorno: nelle abitudini, nella voce che senti in testa, nei gesti che ripeti. I sogni ne sono solo una piccola parte.
  • Non vuol dire che stai vivendo il lutto nel modo sbagliato. Non esiste un sogno obbligatorio.

In molte famiglie italiane si dice che i morti «vengono a trovarci» in sogno, e c’è chi, se non arrivano, pensa che siano finalmente in pace. Sono tradizioni, non spiegazioni. La ricerca non può né confermarle né escluderle. Se ti consolano, tienitele. Se ti mettono ansia, sappi che la scienza indica qualcosa di molto più ordinario.

Il legame, poi, si fa sentire anche fuori dal sonno. In uno studio successivo dello stesso gruppo, uscito nel 2025, il 50,7% di chi aveva perso il partner diceva di averne percepito la presenza da sveglio. Il suo odore in un cappotto, la chiave nella porta prima di ricordarti che non può essere lui. Lo stesso legame, alla luce del giorno.

Quando arriva il primo sogno

Il primo sogno dopo una morte spesso non è quello che si sperava. Può essere brevissimo, una figura in un angolo della stanza. Può rimettere in scena l’ospedale. Su Psychology Today la psicologa Marilyn Mendoza racconta come il contenuto dei sogni di lutto tenda a cambiare nel tempo, a seconda della fase del lutto, del rapporto con la persona e di come è morta.

Meglio saperlo prima, così un primo sogno strano o doloroso non ti sembra una sentenza. La nostra guida su cosa significa sognare i morti passa in rassegna le versioni più frequenti, da quella in cui la persona è di nuovo viva a quella in cui ti saluta. E se a spaventarti è la morte in sé, quella che compare nel sogno, c’è una pagina dedicata al significato della morte nei sogni.

Cosa puoi fare se vuoi sognarli

Un sogno non si ordina. Però puoi aumentare di molto le probabilità di trattenerlo, se arriva.

  1. Scrivi prima di muoverti. Prima di prendere il telefono o di alzarti, resta fermo e chiediti cosa c’era un attimo fa. Annota qualsiasi cosa: una stanza, un colore, una sensazione. Anche i frammenti valgono.
  2. Tieni l’abitudine per qualche settimana. Il ricordo dei sogni di solito migliora quando inizi a farci caso, e il sogno che aspetti potrebbe essere breve, di quelli che a colazione sono già spariti.
  3. Cura le basi. Orari di sveglia regolari, meno alcol la sera, una mattina più lunga quando puoi. Il sonno delle ultime ore è quello più ricco di sogni.
  4. Pensa a lui o a lei mentre ti addormenti, con calma. Una foto, un ricordo, una frase che gli diresti. Non come una tecnica garantita, solo come un modo per tenerlo vicino alla fine della giornata.

Un diario dei sogni privato rende più facili i primi due punti. Con Dreamly annoti il sogno e quello che hai provato in pochi secondi ogni mattina, e col passare delle settimane vedi cosa ritorna, cosa che aiuta molto quando i sogni che ricordi sono sparsi e sbiaditi. Se alla fine il sogno su di lei arriva, puoi anche avere una lettura personale, basata su quello che hai scritto tu e non sulla voce generica di un dizionario.

Quando parlarne con qualcuno: se dopo mesi il dolore non si è attenuato per niente, se il sonno è ancora a pezzi, o se i sogni che arrivano sono incubi ripetuti sulla morte, rivolgiti al tuo medico o a uno psicologo esperto di lutto. Per il 10-15% delle persone in lutto, ricorda la Sleep Foundation, l’intensità del dolore non cala da sola. E si può curare.

È normale non sognare mai mia madre morta?

Sì. Anche negli studi in cui la maggior parte delle persone in lutto ricorda un sogno del defunto, una minoranza consistente non ne ricorda nessuno, a volte per anni. A prevederlo meglio è quanto spesso ricordi i sogni in generale, non la forza del legame con tua madre.

Perché gli altri in famiglia sognano mio padre defunto e io no?

Probabilmente perché ricordano i sogni meglio di te. C’è chi si sveglia con un sogno quasi ogni mattina e chi ne ricorda un paio al mese, e questa differenza resta anche dopo una perdita. Dentro la stessa famiglia cambiano poi il sonno, i farmaci e l’abitudine di raccontarsi i sogni.

Se non sogno i miei defunti vuol dire che sono in pace?

È una lettura spirituale, e la ricerca non può né confermarla né smentirla. Quello che gli studi mostrano è che sognare i morti dipende soprattutto dalla memoria dei sogni, quindi la loro assenza non dice niente sulla persona scomparsa. Se l’idea ti dà serenità, tienila.

Si può fare in modo di sognare una persona morta?

Non in modo sicuro. Puoi però migliorare il ricordo: scrivi quello che ti resta prima di alzarti, tieni orari di sonno regolari e pensa a lei mentre ti addormenti. Spesso quel sogno, quando arriva, è breve e sfugge in fretta, quindi l’abitudine di annotarlo è la cosa che conta di più.

Perché ho sognato mio marito defunto una volta sola e poi mai più?

I sogni dei defunti arrivano in modo irregolare, e un sogno molto vivido seguito dal silenzio è uno schema frequente. Può darsi anche che il ricordo dei sogni sia calato per lo stress, il sonno disturbato o un farmaco. Se qualcosa di lui continua a tornare sotto altre forme, la pagina su perché si fa sempre lo stesso sogno può aiutarti a riconoscerlo.

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